Cos’è un quadro?

Per il solo fatto di aver “gettato” dei colori su di una tela, un quadro  è,  per definizione, un’opera d’arte. E questo indipendentemente dall’esito ottenuto. Un quadro è, sempre, una rappresentazione artistica (che altro potrebbe essere?), è stato inventato a questo scopo,  opera d’arte anche contro la volontà stessa dell’autore. E il valore economico dipende solo dal suo valore simbolico. 

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L’arte è esperienza 

L’arte non è solo contemplazione ma esperienza cognitiva, estetica ed emotiva. Il nostro cervello è uno strumento attivo sia nel percepire gli stimoli sia nell’assegnare un valore a tali stimoli. L’arte non è un prodotto derivato dalla cultura ma è essa stessa cultura, crea la cultura.


 

Cromoconoscenza

Sul colore:cromoconoscenza

Il colore è il risultato di un confronto comparato tra le differenti lunghezze d’onda riflesse da una superficie e quelle riflesse dalle superfici circostanti. Tale rapporto rimane invariato malgrado il variare continuo delle condizioni d’illuminazione. Il cervello mantiene costante il colore grazie a questo meccanismo

La differenza

La differenza.

Differenza tra me e te, tra un pezzo di marmo ed un giglio bianco. Dov’è celata la differenza? Forse nel marmo? Nel giglio? Nell’evento del loro incontro? Nello spazio che abitano? Nel tempo che condividono?  

Nel tempo la differenza su tramuta in cambiamento, trasformazione. 

La differenza è astrazione. Noi facciamo differenze. Ogni differenza che troviamo, che attribuiamo e a cui crediamo è nella nostra mente.

Disnormalità

Esposizione aperta al pubblico nei giorni di sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.30

fino a domenica 19 marzo 2017 Presso le sale del Palazzo Dandolo Via Tullio Dandolo, 55 – Adro(BS)definitiva

DIS-NORMALITA’: il sorgere di un neologismo.

“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo” – L.Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus  (1918), proposizione  5.6

“Non vi sono fatti ma solo interpretazioni” – F.Nietzsche, Frammenti (1885-1887).

E’ tra queste due famose frasi che si sviluppa il percorso iconico della mostra, tra normalità, anormalità, disnormalità. La normalità, termine che deriva da “norma”, significa squadra, strumento atto a misurare gli angoli. Da norma deriva il termine latino “normalis”, che significa perpendicolare, retto. Normale è ciò che richiama alla consuetudine, alla regolarità, all’ordine, all’esattezza. Anormale è l’incrocio tra “anormalis” e “anomalus” (dal greco anomalia, diverso, non unito, non simile, non regolare) e rimanda all’irregolare, a ciò che fa paura perchè non retto, non esatto, disunito, non controllabile. L’arte si pone tra questi estremi, cercando regolarità tra l’irregolarità, l’esattezza tra il disordine, rendendo consueto l’inconsueto.

La mostra porta con sé alcune domande fondamentali che stanno alla base e a cui bisogna tornare, non solo nell’arte, ma in molti campi del contemporaneo.

Non cercare il CHI ma il COS’E’. Non chi decide (i critici?)  cosa è arte, ma cos’è arte e qual è la sua funzione oggi. La condanna platonica aleggia ancora intorno a noi più forte di prima.

L’arte è tutto ciò che gli esseri umani definiscono arte.

Ognuno ha dentro di sè un concetto d’arte che è parte della coscienza umana. Alcuni sono in grado di esprimerlo, rendendolo visibile, portandolo fuori di sé, altri no. Altri lo seppelliscono dentro di sé. L’arte risulta essere un coinvolgente dialogo interiore che può durare  tutta la vita, uno sforzo interiore alla ricerca di sè. Il Romanticismo ha diffuso l’idea dell’artista fuori dalle regole, irregolare per definizione. Con la morte dell’arte, nella seconda metà del secolo breve, l’artista si è trasformato in venditore di se stesso, sostenuto da critici abili pubblicitari e furbi commercianti.

Ogni essere umano è un’artista e ha in sé un aspro confronto tra regolarità ed irregolarità, tra normalità subita e anormalità desiderata e viceversa. Disnormalità, neologismo da noi creato e che rivendichiamo, è la lacerazione che ci portiamo dentro e che ci obbliga ad esistere su di un filo teso tra due abissi. Disnormalità è la condizione intermedia di chi non si riconosce tra i due opposti, è la condizione di chi non è riconosciuto, di chi non si sente rappresentato dai due poli. Le paure della globalizzazione, che sarebbe miope e controproducente negare, nascono, crescono e si diffondono come risultato di una compressione interna fortissima determinata da una compressione esterna altrettanto potente. La mostra pone al centro una riflessione tra queste paure.

Paolo Cantù    marzo 2017

Al di là del gioco

Il gioco “serio” a cui hanno partecipato i fortunati membri del gruppo Arcani Tarocchi si è concluso. E’ stato un esperimento impegnativo che aveva l’obiettivo di constatare l’adeguatezza di uno strumento: i Tarocchi. Non c’è e non ci sarà mai nessuna evidenza “scientifica”  perchè non è possibile oggettivamente. Per ora. I paradigmi epistemologici attuali sono inadatti ad ottenere dati su fatti che esulano dalla possibilità di verifica. Personalmente mi limito a constatare. Constatare l’applicazione dell’interpretazione e la sua adeguatezza. Non posso fare altro. Ci sono altri strumenti collegati a questo così particolare: l’analisi delle lettere ebraiche accostate ai 22 Arcani, la Ghematria ebraica anch’essa collegata alle lame, l’analisi dei sogni (oltre la psicoanalisi ma non dimenticandone la fondamentale lezione) attraverso gli archetipi, l’analisi del momento temporale della propria nascita. Tutte queste cose ho sperimentato per trovare la bellezza della psiche umana e la sua immensa capacità immaginativa e produttiva.

A breve troverò uno strumento comunicativo per proseguire questa mia ricerca con tutti voi. Oltre al gruppo. Grazie.

 

 

I sistemi emozionali

Panksepp, psicologo americano, psicobiologo e ricercatore in neuroscienze, in The Archeology of Mind (2012), sostiene che nell’essere umano, come nei mammiferi più primitivi, esistono sette principali neuro circuiti o sistemi neuronali delle emozioni (sistemi emotivi) che regolano i differenti aspetti della nostra vita. Le loro alterazioni e inibizioni sono, secondo l’autore, all’origine delle principali malattie psicosomatiche e dei disturbi psicologici.

I sette sistemi (indicati in maiscolo da Panksepp) sono:

1) il sistema della RICERCA, del desiderio e dell’euforia (spinta urgente verso la amicizia ,il consumo, il benessere e la curiosità)  legato alla Dopamina. La RICERCA è un urgenza emotiva essenziale di base.

2) il sistema della RABBIA (collera) e della dominanza, legato al testosterone e alla serotonina, la rabbia di essere o di sentirsi ostacolati.

3) il sistema della PAURA e dell’ansia, legato al cortisolo, è attivato dal timore innato nei confronti delle cose inquietanti nel mondo esterno e, da inquietanti sensazioni e sentimenti provenienti dal mondo interno del bambino-

4) il sistema della SESSUALITÀ e della brama (avidità), legato agli ormoni sessuali, I bambini nascono con una propensione a provare una grande quantità di piacere. Il sistema PIACERE è particolarmente suscettibile di essere danneggiato e deviato

5) il sistema della CURA (nutrimento e dell’amorevolezza), legato all’ossitocina. il sistema di CURA, cioè la propensione innata a nutrire i piccoli

6) il sistema della TRISTEZZA, del panico/angoscia e della solitudine affettiva, legati all’assenza di CURA. Si attiva quando il sentimento soggettivo del bambino è quello di essere abbandonato, di essere solo e senza sostegno emotivo e sociale

7) il sistema della GIOCO, della fantasia e della gioia, legati alla dopamina e all’endorfina. Rappresenta lo sviluppo del “cervello sociale” è potenziato dall’entusiasmo che ci lega piacevolmente agli altri. Ci aiuta a imparare a fare i turni, e a inibire le nostre urgenze, e così dota il bambino di molte capacità essenziali

Questi circuiti emotivi sono localizzati nelle identiche aree o circuiti cerebrali di tutti i vertebrati esaminati, si concentrano nelle antiche regioni sottocorticali e sono regolati dai centri superiori. Aree simili del cervello producono esperienze affettive simili . Tutti i sette processi primari emotivi-istintuali sono sottocorticali ciò significa che rimangono intatti anche dopo eventuale radicale asportazione chirurgica della neocorteccia (neo-decorticazione) nel primo periodo di vita. La neocorteccia non è essenziale per la generazione dei processi primari dell’emotività. Sia gli animali sia l’essere umano vivono queste sette emozioni primarie con lo stesso piacere o disagio.

La RABBIA, la PAURA e la TRISTEZZA sono legati a sensazioni spiacevoli e quindi evitate, mentre la RICERCA, la SESSUALITÀ, la CURA e il GIOCO sono vissute come positive e quindi ricercate. La stimolazione degli antichi sostrati neuronali genera tuttora negli esseri umani stati corporei sentiti, e dunque esperienze corporee molto più profonde ed intense di quelle mediate dalla neocorteccia.

Queste emozioni primitive sono importanti per tutta la vita ma soprattutto in quattro momenti del ciclo vitale: l’infanzia quando il cervello si sviluppa rapidamente e il bambino sta imparando come ‘essere a contatto con se stesso’ e con il nucleo delle sue relazioni di attaccamento; l’adolescenza, periodo di grandi cambiamenti fisici e psichici; quando un adulto diventa genitore;  quando un adulto comincia a invecchiare e ad andare verso la fine del suo ciclo di vita.