Dopo lunga pausa riprendo le mie riflessioni sui Tarocchi … riflettendo con Piotr D. Ouspensky

I Tarocchi come “macchina filosofica“  ( Raimondo Lullo nel suo “Ars Magna” propone un modello di “macchina filosofica”) :

“ A) Forniscono la possibilità di esporre in differenti grafici idee che sono molto difficili se non impossibili da esporre a parole.

  1. B) Sono uno strumento della mente, uno strumento che può servire per allenare il senso delle associazioni.
  2. C) Permettono di elasticizzare la mente, di abituarla a concetti nuovi e più ampi, di pensare ad un mondo di maggiori dimensioni, e di comprendere il senso dei simboli.”

“Per destreggiarsi coi Tarocchi è necessario avere familiarità con le idee della Cabala, dell’Alchimia, della Magia e dell’Astrologia. […] Tutte queste scienze costituiscono un unico sistema di studio psicologico delle relazioni umane coi mondi dei noumeni (Dio, mondo spirituale) e dei fenomeni (mondo fisico visibile). […] Le lettere dell’alfabeto ebraico e le diverse allegorie della Cabala: i nomi dei metalli, acidi e Sali nell’Alchimia; i nomi di pianeti e costellazioni nell’astrologia; i nomi di spiriti buoni e cattivi nella magia; tutto questo non fu che un convenzionale  linguaggio occulto che indicava idee psicologiche.  […] Ma quando il vero Alchimista parlava della ricerca dell’oro, parlava della ricerca dell’oro contenuto dell’animo umano …[…]  In questi casi chiamava “oro” ciò che i Vangeli chiamano il Regno dei Cieli e ciò che nel Buddismo è chiamato Nirvana. […] Quando il vero mago parlava del dominio sugli spiriti elementari e sulla volontà dell’uomo, intendeva il dominio dell’unica volontà sui differenti IO dell’uomo, sui suoi svariati desideri e tendenze”

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